Roma fascista, specchio rotto d’Italia

Roma fascista, specchio rotto d’Italia

Gianni Alemanno, l’uomo con la croce celtica al collo, è il nuovo sindaco di Roma. O forse sarebbe meglio chiamarlo podestà. Il “laboratorio Roma” era già finito da un pezzo, sacrificato da Veltroni sull’altare degli interessi dei potentati economici della capitale, per costruire una Roma di cartapesta, tutta lustrini. Le periferie abbandonate, la paura crescente, alimentata dall’odio e dalle strumentalizzazioni hanno fatto il resto. E la città eterna, governata per 15 anni dal centro sinistra e mai, dopo il ventennio, dalla vera destra, è caduta. Roma è fascista, sulle scale del campidoglio braccia tese e mani ben aperte a salutare la nuova notte dei morti viventi. I peggiori fantasmi di un’Italia spinta sempre più a destra si materializzano in tutto il loro fetore proprio nel feudo che fu fiore all’occhiello degli ex-sindaci, Veltroni e prima di lui Rutelli. Già, un imbarazzante Rutelli, convinto che la città lo aspettasse a braccia aperte oggi raccoglie solo pernacchie, e consegna il palazzo e la metropoli alle camicie nere che più nere non si può. La Festa del Cinema sarà una parata di regime, la repressione sarà dura contro le occupazioni a scopo abitativo e sociale, le squadracce ripuliranno a modo loro le periferie.

E’ una Roma senza più un briciolo di memoria questa, porte chiuse a doppia mandata, luci spente, spranga in mano. La Roma di Forza Nuova sempre più forte e visibile, de La Destra che sale sul carro del vincitore e sposta ancora più verso estremi limiti ed estreme conseguenze il baricentro di governo, dei movimenti studenteschi neri sempre più potenti nelle università. Ma è soprattutto una Roma specchio del paese intero. Un paese impaurito e intellettualmente ( e non solo) impoverito, che sembra sguazzare nella sua insicurezza e nei pregiudizi che la alimentano. Un paese allo sbando, che si aggrappa al culto della persona e al principio di autorità. Si affida a dio, confida nella patria e difende a fucilate la famiglia come ultima spiaggia. C’eravamo già passati, e speravamo non accadesse mai più.

E qui, ad Acireale, come altrove, già si avvertono le prime dimostrazioni di forza e violenza. Un piccolo ma potente ordigno intimidatorio fa saltare la cassetta delle lettere e danneggia la porta della sede del partito dei comunisti italiani intitolata ad Antonio Gramsci. Proprio come la molotov spenta sulla soglia della sezione Berlinguer di Catania, esattamente un mese fa, “La prossima volta sarà accesa”, recitava l’amichevole scritta che la accompagnava.

La porta della sezione Pcdi Gramsci di Acireale

Parecchio brutto il servizio, e mi scuso anche per la cattiva qualità. Ma poi davvero i residenti considerano un’esplosione in pieno centro città il 25 aprile un rumore “connesso alla giornata di festività”?

Si attende una rivendicazione, se i fascisti ne avranno il coraggio. Intanto tutta la nostra solidarietà ai compagni del Pdci. Si preparano tempi duri, occorre tenersi ben stretti.

6 Responses to “Roma fascista, specchio rotto d’Italia”

  1. Fascisti e comunisti…mi fermo a pensare a queste due parole, al fatto che siamo nel 2008 e che, volenti o nolenti, queste stesse parole, altrove, non hanno più senso.
    Mi intristisce, davvero, sapere che ancora siamo costretti a fare i conti con queste categorie: mi intristisce perchè mi viene da pensare che l’Italia sia, in fondo, un paese vecchio, di vecchi, di giovani invecchiati.
    Certo è pesante vedere che c’è ancora chi ha il coraggio e la vigliaccheria di mettere una bomba all’ingresso della sede di un partito. Ma ancora più desolante è pensare che ancora esista la pretesa di essere fascisti, la necessità di identificarsi con una parte e restare, ancora una volta, in un paese in bianco e nero.

  2. Mi permetto di segnalare un documentario “Nazirock” di Claudio Lazzaro.

  3. fascisti,comunisti…….nel 2008 siamo ancora a discutere cosa è di destra e cosa è di sinistra….il nostro paese va a puttana e siamo qui a perderci se è rosso o nero! …ma mi faccia il piacere !! pensiamo a far girare l’economia altro che rosso o nero al limite si vada al casinò avremo il 50% di vicere due lire,pardon euro…questo si che è stata una bella inchiappettata ed oggi vedo nero e sono in rosso in banca …………………………

  4. e invece ha senso, purtroppo. Qui non si parla di fascismo-comunismo (che peraltro non vanno in coppia e a braccetto) e non si discute nemmeno su cosa e´ di destra e cosa di sinistra (a questo aveva gia´risposto Gaber). Qui si riflette sulla storia del nostro paese, un paese senza memoria e senza vergogna, sempre piu´ nero, piu´ insicuro e intollerante, certamente piu´ ignorante, ingiusto e incivile. Sempre meno umano, sempre meno solidale.
    Davvero non vi fa paura l´odio? E non parlo di quello dei picchiatori neo (o vetero) fascisti, ma di quello della gente comune che la sera esce a passeggio a far le ronde. Davvero non vi inquietano le aggressioni al Pigneto, bastone e volto coperto?
    Proprio per questo il paese va a puttane, perche´ siamo un popolo sempre piu´ abbrutito dall´odio e della tv.

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