Non c’è vento da perdere
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Da tempo immemore, l’uomo utilizza l’energia proveniente dal vento (l’energia eolica,appunto) convertendola in altre forme di energia. In passato l’energia del vento veniva utilizzata immediatamente sul posto come energia motrice per macinare grano o sale (come nelle saline di Marsala) o per pompare acqua.
Attualmente l’energia del vento viene per lo più convertita in energia elettrica, tramite le turbine ormai largamente diffuse anche nel nostro territorio. Quella eolica è una fonte energetica rinnovabile, cioè praticamente inesauribile, e soprattutto ‘pulita’, cioè non emette nell’atmosfera CO2. Il suo sfruttamento, relativamente semplice e poco costoso la rendono la prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione. Inoltre, a differenza dei combustibili fossili (petrolio, carbone e metano), l’energia eolica è ben distribuita in tutto il mondo; ciò fa si che non si combatteranno mai guerre per l’approvvigionamento del vento!

Foto della centrale eolica negli Iblei,località Pedagaggi,territorio di Lentini
Vantaggi dell’energia eolica
L’impeto alla base dell’espansione dell’eolico è venuto in larga misura dalla necessità, sempre più pressante, di contrastare l’aumento dell’anidride carbonica in atmosfera, principale responsabile dei cambiamenti climatici in atto. Nei siti migliori, l’energia eolica può competere in termini di costi sia con gli impianti a carbone che con quelli a gas. La competitività dell’energia eolica ha inoltre beneficiato dei recenti aumenti di prezzo dei combustibili fossili. Occorre poi osservare che, se venissero conteggiati anche i “costi ambientali” derivanti dall’inquinamento causato dall’impiego di fonti fossili e nucleare, l’eolico risulterebbe la fonte energetica più economica in assoluto.
Ecco qui in breve schematizzati i vantaggi della tecnologia eolica:
• Fonte di energia pulita. Il funzionamento delle pale eolico non immette una sola molecola di anidride carbonica.
• Bilancio energetico molto conveniente. Le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione, dall’istallazione e dal funzionamento di una singola turbina si ammortizzano dopo i primi tre / sei mesi di funzionamento. Calcolando che il ciclo di vita medio di una turbina eolica è di 20 anni, si può dire che la turbina sarà in grado di produrre energia elettrica ad impatto ambientale zero per più di 19 anni.
• Facile da costruire. La costruzione di una centrale eolica richiede poche settimane. Tra l’altro, una centrale eolica non toglie la possibilità di continuare le precedenti attività su quel terreno (tipo pastorizia e agricoltura).
• Energia rinnovabile, disponibile e gratuita. Il vento che muove le turbine sarà sempre una risorsa gratuita e, come tale, non soggetta alla fluttuazione dei costi che invece caratterizza, con effetti economici e sociali talvolta drammatici, il mercato dei combustibili fossili.
Impatti sull’ambiente delle centrali eoliche
Sebbene taluni apprezzano l’eleganza e la grazia delle turbine, quasi fossero un nuovo simbolo per un futuro libero dal peso dell’inquinamento, l’impatto ambientale delle centrali eoliche rappresenta tuttora un disincentivo all’istallazione di questo genere di impianti. Nella gran parte dei casi, infatti, i luoghi più ventosi risultano essere le cime ed i pendii di colline e montagne, spesso luoghi dove la natura viene protetta e dove gli impianti eolici risultano visibili anche da grande distanza, con un impatto paesaggistico in alcuni casi non tollerabile.
In particolare, i volatili possono risentire della presenza degli aerogeneratori, che causano la perdita di habitat naturali, rappresentano una barriera ad alcune aree di riproduzione e, con le proprie pale, provocano danni e anche la morte di uccelli comuni e rapaci. Studi condotti in Europa e negli Stati Uniti hanno, tuttavia, mostrato una mortalità bassissima, con un tasso medio di collisione pari a circa due uccelli per turbina all’anno. Questo dato dovrebbe essere confrontato con i milioni di uccelli uccisi ogni anno dai tralicci dell’alta tensione, dalle finestre dei normali edifici, dai veicoli in marcia e dai pesticidi nei campi.
Le pale eoliche generano, inoltre, un lieve inquinamento acustico. Ma anche qui, se si mette a confronto con il rumore da traffico, treni, attività di cantiere, e altre fonti di tipo industriale, l’inquinamento acustico degli aerogeneratori è notevolmente più basso. Tra l’altro, negli ultimi anni, miglioramenti tecnologici nel design e nell’isolamento acustico hanno inoltre ridotto le emissioni sonore dei nuovi modelli. Alle autorità locali spetta, tuttavia, il compito di vigilare affinché le turbine vengano posizionate a distanza di sicurezza dai centri abitati, così da non arrecare disturbo alla popolazione.
L’eolico nel mondo
Recenti studi hanno effettivamente confermato che il vento è una risorsa estremamente disponibile in quasi tutte le regioni e i Paesi del Mondo, tanto che la mancanza di vento non sembra poter rappresentare un fattore limitante allo sviluppo di questa fonte rinnovabile.
Negli ultimi anni il mercato dell’eolico a livello mondiale è andato espandendosi enormemente, ad una velocità di gran lunga superiore in confronto alle altre fonti rinnovabili. La potenza installata a livello mondiale è cresciuta di ben 12 volte negli ultimi 10 anni, passando da circa 4800 MW nel 1995 agli attuali 59000 MW di fine 2005. In alcuni Paesi l’energia prodotta dalle turbine eoliche ha già raggiunto percentuali simili a quelle di altre fonti tradizionali. In Danimarca il 20% del fabbisogno totale di elettricità proviene dal vento. In Spagna la fonte rinnovabile fornisce attualmente l’8% del totale, e l’attuale Governo prevede di salire al 15% entro il 2010. Tali dati mostrano che l’energia eolica è già oggi in grado di dare un contributo significativo per neutralizzare la dipendenza da fonti fossili inquinanti come petrolio e carbone.
L’eolico è ormai una fonte energetica affermata stabilmente in oltre 50 Paesi nel Mondo. Nel 2005 i primi Paesi per potenza installata sono stati Germania (18428 MW), Spagna (10027 MW), Stati Uniti (9149 MW), India (4430 MW) e Danimarca (3122 MW). L’Italia segue con circa 1700 MW, e anche Regno Unito, Olanda, Cina, Giappone e Portogallo hanno superato il tetto dei 1.000 MW installati.
L’eolico in Italia
La figura qua in basso rappresenta la distribuzione del vento in Italia: vengono messe in risalto le zone più ventose, e quindi le più adatte allo sfruttamento dell’energia eolica.

L’Italia è sesta nella classifica delle nazioni con le maggiori capacità installate, con 1718 MW istallati; ma si stima un potenziale istallabile di 5000 MW. Tra le regioni italiane che più hanno puntato sull’energia eolica, ricordiamo la Sicilia e la Campania che solo nel 2005 hanno istallato rispettivamente 136.2 MW e 120.1 MW nell’eolico. La Campania, tra l’altro, è la regione con la maggiore capacità eolica totale, con oltre 400 MW. Nella tabella qua in basso è possibile leggere le potenze istallate in ciascuna regione italiana.

Sviluppi dell’eolico nel futuro
Alla luce del tasso attuale di crescita delle istallazioni, è realistico attendersi che entro il 2020 l’energia eolica possa soddisfare il 12% del fabbisogno energetico mondiale. Il settore potrebbe creare due milioni di posti di lavoro e soprattutto far risparmiare all’ambiente 10.700 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. Tra l’altro sta sempre più prendendo piede nel mondo il cosiddetto eolico “offshore”, cioè gli impianti eolici costruiti in mare aperto. Si tratta di un nuovo approccio allo sfruttamento del vento che coniuga le conoscenze acquisite nel campo dell’eolico tradizionale con l’esperienza maturata nella costruzione di piattaforme marine per l’estrazione di gas o di petrolio. I risultati dei primi impianti eolici “offshore” costruiti in Danimarca, Regno Unito, Irlanda e Svezia sono d’altra parte incoraggianti e ci inducono ad essere ottimisti sulla possibilità di utilizzare questa tecnologia su larga scala. Il vento in mare è, infatti, più intenso e meno turbolento che sulla terra; inoltre l’utilizzo dell’ eolico “offshore” annulla (o quanto meno riduce al minimo) il problema dell’impatto paesaggistico.
Mario Accolla
(Greenpeace Catania)
Ecco le principali fonti “sitografiche”, dalle quali ho preso dati, statistiche e informazioni:





Nel caso in cui non l’abbiate mai visto vi mando il link a questo spot
http://youtube.com/watch?v=dKjvqpk8QtA
Buona visione