Apri gli occhi
Oggi è una di quelle rarissime volte in cui non mi va proprio di studiare. Per impiegare il tempo allora vi rubo qualche minuto e vi parlo di qualcosa che ritengo di primaria importanza. Fondamentale oserei dire.
Ho fatto una piccola selezione di alcuni filmati su youtube che a mio parere valgono davvero la pena di essere guardati.
Vi assicuro che è stata dura selezionare: per ogni questione c’è da passare giornate a piangere davanti allo schermo.
PREMESSA
- 15/10/2004
Ricordate la sentenza definitiva del caso Andreotti?
I tg: “Assolto Andreotti dopo 12 anni di processo”
I politici: “Esce a testa alta”, “Gli si rende finalmente giustizia”, “Una sentenza che fa giustizia di accuse infamanti”.
Pochi però sanno che in realtà Andreotti è stato assolto per le vicende che riguardano il periodo dopo la primavera del 1980.
Ma prima? La sentenza dice “reato commesso ma PRESCRITTO”!!!
E’ stato accertato (non dai comunisti complottisti ma dalla Cassazione - quella che sta poco prima di Dio, per intenderci) che Andreotti ha avuto incontri ripetuti con esponenti di spicco della mafia e aiutato l’organizzazione stessa.
Qui ne parlano le iene:
- 14/07/2007
La Corte di Cassazione (si, sempre quella insindacabile) condanna Cesare Previti ad un anno e sei mesi (dopo i 5 per il processo Imi-Sir) perché nel ‘91 comprò la sentenza che dalle mani di De Benedetti passava la Mondadori alle mani di Berlusconi. Capito? LA MONDADORI!!!
La più grande casa editrice italiana è stata rubata da Cesare Previti. Per conto di chi? Questo purtroppo non è stato ancora accertato. Si sa però che i soldi utilizzati per pagare il giudice Metta provenivano probabilmente dall Fininvest.
Certo, io fossi in Berlusconi ci starei un po’ male al pensiero di aver tenuto per 17 anni qualcosa che non era mio. Insomma, mi verrebbero un po’ i sensi di colpa e credo la restituirei al leggittimo proprietario.
La sentenza dice inoltre che l’attuale proprietario (che quindi fortunosamente trasse vantaggio dall’azione criminale di Previti) aveva “la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio” (e allora perché non glielo diceva a Previti che stava facendo una cosa illegale?).
Continuo a chiedermi che interesse avesse avuto Previti a fare un così costoso regalo a Berlusconi… che buon cuore.
Ma voi che avete avuto la fortuna di votare qualche settimana fa, tutta questa faccenda la conoscevate?
Da luglio a ora ricordate se i telegiornali ve ne avevano parlato? E sui giornali l’avete trovato scritto?
- 01/04/2008
Il Consiglio dei Ministri vara il decreto per l’esecuzione delle sentenze della Corte Europea di Giustizia. L’unica sentenza a non essere però inclusa nel decreto è quella del 31 gennaio 2008 che dichiara illegittime le leggi italiane sulle radio televisioni perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7. Se entro Gennaio 2009 Rete4 non verrà mandata sul satellite questa decisione costerà agli Italiani una multa da parte dell’UE di 300 mila euro al giorno, retroattiva dal luglio 2006.
Il ministro Bonino ha motivato il mancato inserimento della suddetta sentenza nel decreto poiché “non aveva questo carattere di urgenza”. C’è bisogno di urgenza per fare le cose che è giusto fare? Forse ci voleva una multa di 300 milioni di euro al giorno per dare un carattere d’urgenza alla situazione? Si fanno la battaglia in televisione per sottrarsi i voti a vicenda ma una volta al potere si scambiano i favori. Disgustosi.
Niente paura comunque: adesso ci penserà il nostro nuovo primo ministro a far rispettare la Corte Europea di Giustizia, mandando Rete4 sul satellite.
E giustizia sarà fatta.
Qui il riassunto video della situazione Europa7-Rete4 (su cui non troverete la notizia di cui vi ho appena detto poiché un po’ datato):
- 24/09/2007
Striscia la notizia (la nostra ultima spiaggia) dà risalto ad un’interessante inchiesta condotta da due giornalisti del secolo XIX che scoprono un’evasione fiscale di 98 miliardi di euro e di cui nè Prodi nè Visco vogliono dare spiegazioni. In compenso in parlamento si parlava di forfettizzazione della multa o di condono tombale (regalare cioè questi spiccioli ai ladri che ci li hanno sottratti).
Solo per darvi un’idea di quanti sono 98 miliardi di euro, pensate che il tesoretto accumulato a lacrime e sangue durante gli ultimi due anni ammonta a circa 10 miliardi, la finanziaria del 2007 era da 34 miliardi e quella del 2006 da 25.
- 30/03/2008
Questa è infine una chicca sugli inceneritori. Riguarda una fatto locale (Matera) ma è l’emblema di come gli esperti, gli scienziati, i ricercatori si piegano agli interessi del committente.
Da Berlusconi a Veltroni sono tutti d’accordo alla realizzazione degli smaltitori ecologici di rifiuti, sbandierati come la soluzione finale a tutti i problemi di spazzatura che ci sono in Campania e nel resto d’Italia. Ecologici e sicuri. Una panacea della munnizza.
Supportati dagli scienziatoni. Veronesi ad esempio, che recentemente ha detto che da un inceneritore esce zero! E io che devo fare? Non gli devo credere? E’ uno scienziato, saprà il fatto suo. Poi faccio un giro su internet e scopro che c’è il “popolo del No” supportati dagli “scienziati del No” che dicono che gli inceneritori producono nanoparticelle fonti di tumori. E allora?
A quale scienziato devo credere? Ci sono scienziati più scienziati degli altri?
Poi vedo filmati come questo e un’idea me la faccio.
Buona visione!
(e questo è come la tv locale tratta l’argomento il giorno dopo)
MESSA
Il problema fondamentale non sono i fatti suddetti (ognuno dei quali di per sè farebbe vomitare per una settimana). La cosa più disgustosa è che la gente non lo sa. Sappiamo tutto del delitto di Cogne e del pigiama della Franzoni, di Meredith e del suo precoma etilico, di Garlasco e della biciletta di Alberto Stasi, dei fratellini di Gravina di Puglia che erano vivi dopo la caduta nel pozzo. Ci riempiono ogni giorno di cronaca nera e rosa, di rubriche di culinaria, degustazioni di vini, subito dopo aver dato a tutti i politici in sequenza quei 10 secondi per esprimere la loro sulla vicenda del giorno. Mai nessuno a dirgli “ma chi se ne fotte?!!”. Sono notiziari senza notizie. E’ frustrante vedere Veltroni parlare dell’avanguardia e della sicurezza degli inceneritori senza nessuno che gli sbatta in faccia le statistiche dei tumori nei pressi degli inceneritori stessi. E’ frustrante sentire Berlusconi asserire che le sue reti da 14 anni non hanno MAI prodotto un solo programma contro la sinistra, senza che nessuno gli ricordi chi è Emilio Fede. O sentirgli dire al tg1 che lui non fece mai un editto bulgaro ma fu Biagi a voler lasciare la Rai per prendere una congrua ricompensa, senza che quella faccia di merda di Mimun gli dica niente.
E’ frustrante vivere all’estero e trovarsi a dover giustificare il popolo italiano per aver scelto ancora una volta Berlusconi. Perché all’estero a quanto pare non riescono a capire com’è possibile che un corruttore sia il primo ministro (parole non mie!). E’ frustrante perché non so spiegarglielo.
E’ frustrante vivere un anno fuori e rendersi conto di quanto schifo faccia il proprio paese. Mi sento avvilito.
L’informazione si dice sia il quarto potere, quello che controlla la politica. Il primo passo di un regime dittatoriale è quello di controllare la stampa, mentre la libera informazione sta alla base della democrazia. In Italia l’informazione è incancrenita dal potere. Le vicende sopra riportate ne sono un esempio lampante.
Signori, queste non sono opinioni di complottisti. Ogni anno la “Freedom House”, autorevole associazione per il supporto della diffusione della libertà nel mondo, stila la classifica di libertà di stampa nei paesi del mondo. Nel 2004 e nel 2005 l’Italia era vergognosamente un paese semi-libero. Guardate la cartina: http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=251&year=2005
Non mi stupirei di vedere nel 2008 l’Italia declassata nuovamente tra i paesi ‘gialli’, dato che il nostro primo ministro detiene un impero mediatico.
Non che Berlusconi sia il male di per sè in quanto possessore di tali mezzi d’informazione, ma all’estero, a differenza nostra (che ci abituiamo a tutto e presto), questo lo considerano un grave conflitto d’interessi e una seria minaccia alla libertà di stampa.
Si parla tanto di Beppe Grillo e della sua antipolitica. Io non credo Grillo abbia la cura per quel malato terminale che è l’informzione italiana. Ma da qui a chiamarla sterile antipolitica ce ne passa. Chiamare antipolitica una proposta di referendum è rovesciare la realtà (tecnica ben nota ai giornalisti/opinionisti). 500 mila cittadini che firmano per chiedere di poter abrogare una legge è quanto di più democratico possa esserci. Il referendum d’altronde, si sà, è il momento più alto della politica. Ma a loro conviene chiamarlo qualunquismo e antipolitica, anzi ultimamente non ne parlano proprio. Sanno che parlandone male gli fanno comunque pubblicità. E questa volta il vero obiettivo sono proprio loro. Quindi shhh, non dite niente!! Meglio che la gente non lo sappia. Meglio che nessuno sappia che il 25 Aprile Grillo raccoglierà le firme per tre referendum popolari.
Condividere o meno le battaglie, le idee e i modi di Grillo c’entra poco. Per firmare la proposta di referendum voluta da Grillo non bisogna essere d’accordo con Grillo, bisogna piuttosto condividere la proposta. Solo quella.
Qui di sotto un breve riassunto delle tre proposte di referendum. Vi invito caldamente ad approfondire da telegiornali giornali. Se ci riuscite.
Antonio
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“Potrete ingannare tutti per un po’, potrete ingannare qualcuno per sempre, ma non potrete ingannare tutti per sempre.” (Abramo Lincoln)
Dopo l’appuntamento del 25 Aprile, la raccolta firme continua ancora anche a Catania e provincia. Per sapere dove e ottenere maggiori informazioni, cliccate qui
I tre referendum:
ABOLIZIONE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI:
(dal sito di beppegrillo)
Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi.
Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero”.
Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.
L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.
ABOLIZIONE DELLA LEGGE GASPARRI:
Su questa c’è poco da discutere: una delle leggi “vergogna” del precedente governo Berlusconi. La stessa bocciata dall’UE e che ci costerà 300 mila euro al giorno a partire dal Gennaio 2009 retroattivamente al 2006. Quella che dal 2004 impedisce a Europa7 di trasmettere nonostante ne abbia il sacrosanto diritto da quasi 10 anni.
ABOLIZIONE DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI DALLA STAMPA:
Ogni anno gli italiani pagano oltre 700 milioni di euro per finanziare i giornali italiani. I finanziamenti sono proporzionali ai costi di stampa, per cui più copie si producono più soldi arrivano dallo stato, purché si venda almeno il 25% delle copie stampate. L’altro 75% si può buttar via, tanto pagano i cittadini. Tra l’altro molti giornali che non venderebbero un decimo di quello che stampano, pur di ottenere i finanziamenti svendono il quotidiano ad un prezzo simbolico o lasciano addirittura per strada (fermate autobus e metro) pacchi di copie che puntualmente risultano vendute.
Senza questi finanziamenti molti giornali chiuderebbero, perché evidentemente non hanno un’utenza che ne giustifichi l’esistenza. Il cosiddetto libero mercato.
Tra parentesi, l’editoria annaspa perché in Italia diversamente dal resto d’Europa non esiste un tetto massimo di pubblicità in televisione (vi lascio immaginare perché).
Il pluralismo che deriverebbe dall’abolizione di tali finanziamenti sarebbe impoverito nella qualità ma decisamente rinvigorito nella qualità, perché non può definirsi indipendente una stampa che è pagata dalla stessa politica che dovrebbe monitorare.
Questo sketch è imperdibile:





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