Chi Siamo
Garabombo, al secolo Fermí
Come tutti i suoi compagni contadini, indigeni delle Ande, Garabombo è vittima dello strapotere di multinazionali e grandi proprietari terrieri e dell’oppressione che lo stato esercita con l’uso di forze militari ufficiali e non.
Il dolore, la fame, le speranze deluse hanno causato la passività, la mancanza d’unità all’interno delle comunità contadine mentre i pochi rivoltosi, isolati e disorganizzati, vengono puniti col carcere o la morte.
Le timide richieste legali di espropriazione delle terre ai padroni avanzate dai contadini si scontrano con la corruzione degli stessi avvocati difensori e con il muro di totale indifferenza delle autorità, complici dei proprietari terrieri. Garabombo, schiacciato da questa indifferenza, scompare davvero e diventa così metafora vivente del dramma dei comuneros: le sue parole, i suoi reclami risultano vani, le autorità non possono o non vogliono vederlo né sentirlo.
Dopo varie peripezie, il nostro eroe comprende finalmente il suo destino, e decide di caricarsi sulle spalle il peso dell’invisibilità sua e del suo popolo.
E l’invisibilità compie la sua trasformazione definitiva: non più disgrazia ma vantaggio, non più malattia ma strumento e anima stessa della rivolta. Questa inconsistenza corporea che permette di entrare negli uffici, nelle case, nelle caserme, eludendo qualsiasi sorveglianza, diventa argomento per parlare alle coscienze, per convincere la comunità alla reazione, alla lotta armata.
Aiutati da Garabombo, per riunire le forze e consolidare l’idea, per fondare un’occasione di incontro e confronto, in barba al divieto di riunione imposto dalle autorità, i contadini decidono di costruire una scuola…
Tutto ciò per spiegarvi da quali premesse parte l’idea di garabombo.net .
Siamo invisibili, amiamo l’invisibile.
Siamo vittime degli affari invisibili, sottobanco, del potere, i nostri bisogni sono invisibili, la bellezza che cerchiamo esiste ma è invisibile.
Viviamo in una città, Acireale, abituata a pratiche clientelari, del tutto priva di offerta culturale, incapace di reazione, indifferente alle ingiustizie e agli abusi compiuti dalle autorità e dai suoi stessi cittadini, divenuti ormai norma e non più eccezione.
E abbiamo rinunciato a parlare, ad urlare, per pigrizia o rassegnazione.
Senza presunzione, in tempi di Partiti PseudoDemocratici e Partiti Ladri dell’idea di Popolo e di Libertà credo che un magazine a gestione collettiva possa almeno essere una voce nel silenzio, anzi meglio, una raccolta di voci anche dissonanti, un coro stonato, un rumore fastidioso.
A 2 anni dalle elezioni comunali, crediamo sia giusto pensare a costruire un laboratorio a partire dalle necessità reali della città, raccogliere voci e aggregare il dissenso piuttosto che pensare a fondare partiti o stringere accordi di coalizione. Partiamo da lontano, senza aspirare al potere. Non siamo un partito né un movimento, ma uno strumento di informazione e discussione.
La nostra riflessione non può ovviamente fermarsi alla sola dimensione locale, perché siamo frutto e abitanti di un paese sempre più brutto e d’un mondo sempre più cattivo. Non si può pensare una città rinchiudendola nel recinto del suo orizzonte: Acireale ha per orizzonte il mare.
Pescando nel letame del pianeta in cerca di germogli, garabombo.net pubblicherà inchieste, opinioni, recensioni, notizie, commenti, segnlazioni, video, foto.
Sarà gestito da una redazione in cui ogni autore avrà assoluta libertà di espressione e non sarà sottoposto a censura. L’unico requisito dei collaboratori del magazine sarà una buona disposizione alla lotta.
La città, il paese e il mondo sono invitati ad esercitare il loro diritto di critica, questo è uno spazio liberato.





esimio lucha, le voglio bene.